IL NUMERO PERFETTO, DA ARISTOTELE A STEVE JOBS

Quanto parliamo a un cliente e lo vogliamo persuadere, nella comunicazione scritta così come in quella parlata, la regola è: 3 è il numero perfetto, alcuni lo chiamano addirittura “il numero di Dio” (nessuno sa per quale

motivo).

Tre come “Padre, Figlio e Spirito Santo”, tre come le parole che compongono la frase “yes we can”, tre come “ieri, oggi e domani”. Quando racconti storie, dunque, ricorda che devono essere tre, per dare senso di completezza a chi ti ascolta. Quando parli di idee, fai in modo che siano tre. Quando fai un’offerta commerciale, offri tre alternative. Ad esempio, di recente la Vodafone ha rivisitato il suo internet, proponendo sia graficamente sia a livello di contenuto tre differente versioni del suo piano tariffario “Relax”. Il nuovo sito di Samsung dedicato al suo nuovo telefono è diviso in tre momenti distinti, sia graficamente sia a livello di azioni: vai in negozio, scegli il modello che fa per te, acquistalo subito (puoi visitare il sito di Vodafone e il sito Samsung per divertirti a scoprire quel che ti sto raccontando qui). Tre erano le caratteristiche di cui era composta al retorica di Aristotele (ethos, pathos, logos), tre sono le parole che Papa Francesco esorta i suoi fedeli a praticare (grazie, scusa, per piacere).

E tre, naturalmente, è il numero preferito da Steve Jobs e dalla sua Apple. Quando, ad esempio, durante il celebre discorso di Stanford, Jobs parla agli studenti, lo fa raccontando tre storie della sua vita. Tre. Quando Jobs presenta al mondo il software iTunes, lo fa parlando delle sue tre caratteristiche principali (Rip, Mix, Burn). E quando presenta il primo iPhone, lo fa inserendolo in un contesto in cui sono presenti anche Mac e iPod (per cui, parla di tre prodotti pur dovendone vendere solo uno). E la stessa cosa fa quando presenta il rivoluzionario sistema del touch screen, inserendolo in una slide in cui sono presenti altri due elementi (il mouse e la rotella di iPod).  C’è di più: quando Apple lanciava i suoi prodotti, lo faceva sempre presentando tre versioni, quella più piccola, quella media e quella più consistente (vale per le versioni di iPod, per le versioni dei modelli di Mac Book, vale per le versioni di iPhone). Per gli iPhone, è sempre stato così: tre tagli di memoria, tre diverse versioni di colore. L’ultima versione di iPhone 6s, per la cronaca, è stata presentata in 4 colori, tradendo per la prima volta da anni la regola del tre che ha sempre sostenuto le presentazioni aziendali di Apple e la loro strategia comunicativa. Mi chiedo che cosa ne penserebbe Jobs, dei 4 modelli.