COME CI MANIPOLANO CON LE PAROLE: FUOCO AMICO, POCO SODIO E STRUMENTI BIOLOGICI STANDARDIZZATI

Fuoco amico, poco sodio e strumenti biologici standardizzati: ovvero, come ci manipolano con le parole. Come ripeto spesso, con le parole non solo puoi creare la realtà nella mente di chi ti ascolta o legge ma puoi anche trasformare la realtà esistente che non ti piace o che vuoi venga considerata in modo diverso.

Prendi il linguaggio della politica, ad esempio: dire che alcuni soldati sono stati ammazzati per sbaglio da loro commilitoni produce un certo effetto. Dire che ci sono state alcune perdite dovute al fuoco amico, fa un altro effetto. Fuoco amico? Certo, magari leggere queste cose in un blog dedicato al linguaggio può suscitare la tua reazione sdegnata, ma quante volte hai sentito queste parole – durante i talk show o i telegiornali – senza prestare attenzione davvero?

Prendi il linguaggio del business: se io ti dico che sto razionalizzando l’allocazione delle risorse in funzione di un più efficiente rapporto investimenti/ricavi, la cosa sembra davvero interessante. Se ti dico che sto licenziando persone per guadagnare più soldi, la cosa ha un sapore un po’ differente, ti pare? Se io ti dico che la tal acqua minerale contiene “SOLO” lo 0,002% di sodio, è probabile che tu pensi che: 1) il fatto che l’acqua contenga poco sodio sia un bene; 2) che lo 0,002% sia poco. In realtà, quando si acquista un’acqua minerale si dovrebbero considerare moltissimi altri elementi, fra cui la presenza di altri metalli pesanti, il residuo fisso e il Ph. E, per la cronaca, ci sono acque che contengono lo 0,0002% di sodio (un decimale in più a destra della virgola, che è tanta roba) e che costano molto meno dell’acqua di cui sopra.

A proposito di sapore, uno dei campi in cui la manipolazione mentale e linguistica è più spregiudicato è quello dell’alimentazione. Pensa agli aromi naturali, una delle meraviglie linguistiche più incredibili di tutti i tempi, visto che si tratta di pura chimica che di naturale ha solo il nome. Pensa agli strumenti biologici standardizzati che ho citato nel titolo: si tratta, in realtà, di animali su cui viene praticata la vivisezione in nome della (presunta) ricerca medica. Oppure, pensa all’abbattimento tecnico, definizione molto asettica che indica lo sterminio degli animali non sufficientemente produttivi per il sistema. Stupenda anche la definizione “galline riformate“, che indica il processo attraverso il quale le galline che non producono un numero sufficiente di uova vengono – da vive – trasformate in brodo o pappa per cani. Se pensiamo poi che molti acquistano polli “allevati a terra” senza sapere che per “allevato a terra” può intendersi anche un pollo che non è mai uscito dalla gabbia, purché la gabbia sia sistemata in un capannone con un accesso sull’esterno, beh: la magia è perfetta.

Quindi, sì: le parole possono fare mirabolanti cose. Anzi, possono fare praticamente di tutto. E sono lo strumento più potente e strabiliante che puoi immaginare. Per questo, dovrebbero essere usate con amore, attenzione e rispetto. E noi, tutti noi insieme, possiamo contribuire a questo, scegliendo con cura le nostre parole quando comunichiamo e scegliendo di punire chi le usa in modo indiscriminato contro di noi.

Se vuoi leggere qualcosa di veramente importante sul tema alimentazione e animali, ecco tre capolavori (cliccando sul titolo, vai direttamente al link con le info sul libro).

  1. Se niente importa, di Jonathan Safran Foer;
  2. Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, di Melanie Joy;
  3. Sei un animale! di Matthieu Ricard.

 

Buona lettura!