LA RIPETIZIONE GENERA PERSUASIONE. LA RIPETIZIONE…

La ripetizione genera persuasione. Ovvero: uno dei modi per convincere e sedurre il cervello logico del tuo interlocutore è quello di ripetere frasi, parole e concetti. Più ripeti, più vinci (naturalmente, eleganza e stile nel farlo sono determinanti. Ripetere a caso ti porterà solo a delle gran figuracce).

Lo sanno bene i pubblicitari e i creatori di slogan e lo sapeva bene Steve Jobs quando, per presentare il suo MacBook Air, si è concentrato sulla parola “sottile” e l’ha ripetuta più di qualsiasi altra.

Dal punto di vista della retorica, ci sono diversi modi per usare questo principio e, al tempo stesso, produrre frasi e discorsi molto accattivanti e di grande eleganza. Ne ho scelti, fra gli altri, tre che mi piacciono particolarmente e il cui uso sapiente ti garantirà grande successo alle orecchie di chi ti ascolta (o agli occhi di chi ti legge): si tratta di ANAFORA, EPISTROFE e CHIASMO. Vediamo di che si tratta.

L’anafora consiste nel ripetere la stessa parola o le stesse parole all’inizio delle frasi che compongono il discorso. Nel suo celeberrimo discorso, Martin Luther King usa questa figura retorica: “I have a dream…”, dice e ripete. Anche Obama, nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, tenutosi a Chicago nel 2008, la utilizza, ripetendo più volte “If there is…” all’inizio di molte frasi. Un esempio di anafora, potrebbe anche esser questo:

Le parole sono importanti, perché ci permettono di definire la nostra realtà. Le parole sono importanti perché ci danno la possibilità di scegliere. Le parole sono importanti, perché con le parole noi possiamo ottenere i risultati che desideriamo!”.

L’epistrofe funziona in modo opposto, ovvero consiste nel ripetere la stessa parola o le stesse parole alla fine delle frasi che compongono il discorso, come nel testo di Battisti: “Scusa è tardi, e penso a te / ti accompagno e penso a te / ti telefono e intanto penso a te“. Un altro esempio potrebbe essere questo:

“Dobbiamo riappropriarci della nostra libertà, dobbiamo lottare per la nostra libertà, dobbiamo fare tutto il possibile e anche tutto l’impossibile, per il bene della nostra libertà“.

Il chiasmo, infine, consiste nello strutturare la frase in modo simmetrico e speculare, dividendo la frase in due e ripetendo, in ordine inverso, gli elementi della prima parte nella seconda, come nello schema: A B – B A. Hai presente Kennedy? “Non chiedetevi che cosa il vostro Paese può fare per voi, chiedetevi che cosa voi potete fare per il vostro Paese“. Oppure, ecco Bush dopo gli attacchi dell’11 settembre: “Porteremo i nostri nemici alla giustizia, o la giustizia ai nostri nemici“.

Il mio “mantra”, che trovi ripetuto sui miei blog e in molti dei miei post, è “Le parole giuste, nel giusto ordine”. Un chiasmo, appunto.

Puoi usare queste figure retoriche nei tuoi discorsi o nei tuoi scritti: ricorda che sono potentissimi strumenti di persuasione linguistica, q