VACANZE. REGALI. SESSO. INTERESSA?

 

Facciamo un bel gioco.

Puoi scegliere una delle seguenti due buste.

Nella prima ci sono le seguenti parole: fertilità, limiti, età, fumo, aspettare.

Nella seconda, invece, trovi: vacanze, regali, divertimento, sesso, sport.

Quale busta scegli?

Sembra semplice ma,  a quanto pare, per la ministra Lorenzin (si dice ministra?) non lo è più di tanto, visto che ha basato la sua campagna di comunicazione sulle parole contenute nella busta numero 1, scatenando ironie e ire da parte del mondo social. In Danimarca, a parità di questione, hanno scelto la strada della busta numero 2 (in fondo al post trovi il link per vedere cosa hanno combinato gli amici danesi!).

Senza assolutamente entrare nel merito della questione (lavoro, contratti, denaro e così via), voglio far un paio di considerazioni su quanto sia importante, ancora una volta, non solo dire le cose, ma dirle bene. Se io parlo di “fertilità” e di “limiti di età”, le immagini che suscito nella tua mente sono di un tipo. Molti, quando si parla di “fertilità”, pensano a qualcosa di “freddo” e “sterile” (assurdo, vero?) come provette, laboratori e… animali. Ho letto centinaia di commenti sui social e in questi giorni ho verificato di persona in aula: la risposta è sempre la stessa. Se poi a fertilità aggiungo “limiti di età” e “mandare in fumo”, ecco che il danno è fatto.

Sesso, piuttosto. Che tu voglia figli o meno, due chiacchiere sul sesso si possono sempre fare, giusto? Gli spot del governo danese parlano di questo: evocano immagini stimolanti e raccontano la storia di una coppietta che, fra sport in spiaggia con primi piani sensuali, reggicalze e scene da letto, è stimolata ad avere figli. C’è di più: vediamo bimbi che ridono, bimbi che muovono i primi passi e un sacco di regali. La domanda è: che tipo di quadro ti ispira di più? Quello di una tizia in crisi per l’età che avanza o quella di una coppia che si diverte a far capriole su un letto?

Fertilità contro sesso, insomma.

Limiti di età contro divertimento.

Sigaretta che si consuma contro regali.

Piaccia o meno, le parole producono specifici effetti nel cervello di che le ascolta o legge: a livello più o meno cosciente, ogni parola suggerisce al cervello un’immagine, attiva una determinata area del cervello stesso e questa attivazione porta alla produzione di ormoni di diverso tipo. Se io ti parlo di limiti di età, di scadenze e così via, ad esempio, ecco che entrano in gioco adrenalina e noradrenalina, ormoni dello stress. Se io ti parlo di sesso e vacanze, invece, il cervello inizia a produrre ormoni del benessere, come ad esempio la serotonina. La qual cosa, per inciso, è correttamente specificata dagli spot danesi, i quali spiegano anche che con dosi abbondanti di serotonina in corpo aumenta il desiderio sessuale. E, guarda caso, più alto è il desiderio sessuale e più è probabile che si faccia sesso. I figli da dove arrivano, secondo la ministra?

Insomma: se vuoi far aumentare le nascite, devi eccitare le persone e farle pensare a cose buone, mica all’età che avanza e alle sigarette che ti bruciano gli spermatozoi!

Dulcis in fundo: siamo in Italia e l’Italia è un paese in cui notoriamente si parla italiano (con alterni risultati, ma pur sempre italiano), un paese in cui il primo ministro parla inglese come Totò quando chiede informazioni a Milano (“noio volevom savoir!”). Perché, dunque, l’inglese? Chiedo alla ministra (ho deciso, uso la minuscola) Lorenzin: a quando un bel #imparoacomunicarecomesideveday?

Qui sotto il link del sito italiano dedicato al tema:

FERTILITY DAY

Qui sotto i link agli spot prodotti dal governo danese:

SPOT 1

SPOT 2