COME CI MANIPOLANO CON LE PAROLE – 2

Tempo fa, ho scritto un post sulla manipolazione delle idee attraverso le parole (puoi leggerlo cliccando qui), concentrando l’attenzione sull’aspetto politico

(il “fuoco amico”, ovvero persone che si ammazzano per sbaglio fra loro), sull’aspetto degli allevamenti animali (“strumenti biologici standardizzati”, vale a dire cavie vivisezionate) e su quello della pubblicità (“solo lo 0,02% di sodio”: solo?)

Oggi parliamo ancora di pubblicità.

Prendi, ad esempio, lo slogan NESSUNO LAVA PIÙ BIANCO! La maggior parte delle persone cui chiedo che tipo di sensazione trasmetta loro questa frase mi risponde dicendo che l’idea che si fanno è che il detersivo in oggetto lavi meglio degli altri. Il che non è assolutamente detto, visto che la frase – in italiano – implica solo che “nessuno lava più bianco”, cioè che il detersivo di cui si parla – nella migliore delle ipotesi – lava come gli altri. Non è quello che sembra, vero?

Anche parlare di un prodotto CLINICAMENTE TESTATO fa il suo effetto. La maggior parte delle persone si immagina montagne di esperimenti, effettuate su migliaia di persone, da dottori in camice bianco, in moderni laboratori. Detto che ciò è lontanissimo dalla verità (la maggior parte delle aziende cosmetiche che conosci ha ricevuto condanne per pubblicità ingannevoli, a proposito di questo), le implicazioni di questa frase sono notevoli. Ad esempio, leggendo questo annuncio, potresti essere portato a pensare che i test dimostrino che il prodotto faccia bene. Ma chi lo dice? I test potrebbero aver dimostrato che il prodotto è inutile, eppure sarebbe lo stesso “clinicamente testato”. Oppure, che i test siano stati effettuati sul prodotto e non su determinati componenti: potrei testare l’acqua contenuta in una crema e potrei comunque scrivere “testato”. Insomma, non esattamente quel che ti aspettavi, vero?

Oppure, pensa a questo annuncio: “CONTIENE…XXX”, dove per XXX puoi intendere “polifenoli” (Estathe delle Ferrero) o vitamine varie (cereali della colazione). Il fatto che sulla confezione sia scritto che “contiene” determinate sostanze implica, per il cervello di chi legge: 1) che ne contenga in quantità sufficiente (e chi lo dice?), 2) che queste sostanze siano realmente utili (e chi lo dice?) e 3) che queste sostanze siano della adeguata qualità. Vengono omesse informazioni come il fatto che le aziende di cereali siano costrette ad aggiungere vitamine ai loro prodotti per compensare i danni derivanti dal troppo zucchero che i prodotti stessi contengono (e le mamme che credevano di far la cosa giusta dovrebbero – per curiosità – andare a leggersi le etichette). Oppure come il fatto che il dosaggio di polifenoli contenuto in un bric di the verde è ridicolo e che per avere lo stesso quantitativo di polifenoli contenuto in una tazza di the organico sarebbero necessari venti litri (20) di the zuccherato. Che contiene però una tonnellata di conservanti, aromi e zucchero. Ops.

Ps:

adesso è il turno di “senza olio di palma”. Ti sei chiesto che cosa voglia dire esattamente questa frase? E, soprattutto, ti sei chiesto che cosa c’è dentro quello che stai mangiando e che non è scritto sull’etichetta?